Allora, ci sono un paio di cosette che vorrei dire mentre l'acqua va in ebollizione. Come dice mia cugina: "Jaenada si incazza una volta ogni tre anni, ma quando succede ci devi essere!". Per cui vi invito tutti, e dico tutti, commentanti, non commentanti, lettori abituali o di passaggio, al terzo anniversario dall'ultima incazzatura, che si terrà il 14 di Luglio corrente anno presso Piazza Grande a Modena. A partire dalle ore 21 mi esibirò nel numero che mi ha ormai conferito una certa popolarità e che viene comunemente denominato "Da domani il vocabolo "trascendere" assumerà per voi nuovi connotati". Tra l'altro la particolarità quest'anno consisterà nel fatto che non avendo ancora trovato "motu proprio" il soggetto o i soggetti verso cui indirizzare le ire (starò invecchiando?), e se tale condizione dovesse permanere fino al 14 di Luglio, sarete voi a dover provvedere. Mi spiego. Con una scusa cercate di far venire seco voi qualcuno che vi sta particolarmente sui cabbasisi, magari inventandovi che c'è un concerto di Baglioni o un comizio di Borghezio (gli antipatici insopportabili adorano questo tipo di eventi. Senza contare quanto queste variabili possano influire positivamente sulla qualità del mio "numero") e verrà applicato loro uno dei trattamenti disponibili, a scelta (vostra, ovviamente). Dai trattamenti basic ("solo ingiurie" o "solo percosse"), a quello full ("ingiurie e percosse") fino a quello hard, meglio conosciuto come "trattamento fine di mondo". Iscrivetevi numerosi! Adesso vado che l'acqua bolle. E molto presto anche io.
Sono certo che molti di voi non siano a conoscenza del dramma che si sta vivendo ad oggi nel cuore della pianura padano-veneta. A tal proposito e per vostra informazione,vi comunico infatti che nella terra che mi ha accolto ormai più di dieci anni or sono, non ci crederete, ma non c’è il mare. Colline, monti, pioppeti, prati, terreni agricoli, case, capannoni, ma niente spiagge, niente onde, niente acqua salata, niente lungomare, niente maree. Nulla di questo. Nisba. Tutto ciò a me, al sottoscritto, che sul mare ci è nato e c'ha vissuto gran parte della sua infanzia e della sua giovinezza. Dice, ”ma tu non lo sapevi prima di venirci a vivere che il mare non c’era?”. E vi pare che se l’avessi saputo ci sarei venuto? Come può mente umana anche solo immaginare un vulnus di tali proporzioni? Certo, non essendo uno sprovveduto mi sono accorto ben presto che qualcosa non andava. Dopo pochi giorni dal mio arrivo, per esempio, girando per le strade, notai la totale assenza di segnali e indicazioni a me familiari. Niente insegne del tipo “Ristorante da Ciro a mare”, nessuna freccia indicante “Porto”, nessun cartello “Cannolicchi vivi e vongole veraci” o, chessò, “rimessaggio barche”. Ma essendo pieno inverno non vi feci particolare attenzione. Poi con l’avvicinarsi della primavera le prime terribili conferme. Ricordo ancora la mia incredulità quando un Sabato chiesi ad un collega di lavoro se volesse andare al mare insieme a me. Mi rispose: “No guarda, non ho nessuna voglia di farmi due ore di macchina ad andare e due a tornare in un solo giorno”. Due ore? A me, che sono nato a CastellamMARE?.Dice “Vabbè ma non esageriamo”. Non esageriamo? Ma voi conoscete la differenza tra mangiarsi una caponata guardando i Faraglioni e masticare gnocco fritto e tigelle sotto a un Platano? Dice “Vabbè, ma la felicità non è nelle cose ma in noi”. Siamo d’accordo, ma il mio “noi” se permettete ha bisogno anche di una atmosfera favorevole per poter stimolare il proprio benessere. Dice “Ma perché non te ne torni verso il mare?”. Eh, miei cari, se mentre mangiavate lo gnocco fritto sotto al Platano, invece di parlare dell’ultimo modello della Mercedes (che sia chiaro, piace pure a me) o del mercato cinese in crisi, aveste sfogliato qualche pagina di Freud, oggi sapreste che “L’umanità ha sempre barattato un po’ di felicità per un po’ di sicurezza”, e non mi fareste queste domande del piffero.Per cui, in conclusione, il “mio mondo”, ad oggi, per almeno trecento giorni all’anno, non prevede l’esistenza del mare. E come si può vivere in un mondo senza mare? Ma ve lo immaginate? Non sarebbe mai esistita la spigola all’acqua pazza, Magellano avrebbe fatto il ragioniere al catasto, Nettuno avrebbe dovuto trovarsi un monolocale in centro e Giuni Russo invece di “Un’estate al mare” avrebbe cantato, chessò, ”Un’estate a Pavullo nel Frignano” (che diciamocelo chiaramente,anche dal punto di vista della metrica fa cagare)……Cioè, voglio dire…..insomma…..........Statemi vicino!
(La foto è stata scattata da me medesimo, con lo mio stesso cellulare, nei pressi delle mie natie terre, nell'anno di grazia 2010, e che a perenne memoria, posi.)
N'albero piccerillo aggiu piantato, criscènnolo cu pena e cu sudore... Na ventecata giá mme ll'ha spezzato e tutt''e ffronne cágnano culore... Cadute só' giá 'e frutte: e tuttuquante, erano doce, e se só' fatte amare... Ma 'o core dice: "Oje giuvinotto amante, 'e ccose amare, tiénele cchiù care..." E amara comme si', te voglio bene! Te voglio bene e tu mme faje murí...
Era comm''o canario 'nnammurato, stu core che cantaje matina e sera... "Scétate!" - io dico - e nun vò' stá scetato... e mo, nun canta manco a primmavera!... Chi voglio bene nun mme fa felice: forse sta 'ncielo destinato e scritto. Ma i' penzo ca nu ditto antico dice: "Nun se cummanna a 'o core". E i' mme stó' zitto!... E mme stó' zitto, sí...te voglio bene... Te voglio bene e tu mme faje murí..
Chiagno p'ammore, e cade 'o chianto mio dint'a 'sta testa: 'o chianto 'a sta arracquanno... Schiòppa na bella rosa e i', pe' gulio, a chi mm'ha fatto chiagnere nce 'a manno. Lle dico: "Rosa mia tu mme perduone si te scarpesarrá senza cuscienza..." Ce sta nu ditto ca mme dá ragione: "Fa' bene e scorda e si faje male penza..." Pènzace buono sí...te voglio bene... Te voglio bene e tu mme faje murí...
"Trovo uno strano piacere nel dirgli cose che so che mi pentirò di avergli detto." (Oscar Wilde. "Il ritratto di Dorian Gray")
"Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie... e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell'altro, sentire che non ne puoi più fare a meno... e cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantatrè anni sette mesi e undici giorni notti comprese?" (Gabriel García Márquez, L'amore ai tempi del colera)
"Questo è il gioco. Bisogna comprendere gli altri anche nel momento in cui ti stanno uccidendo. Senza mai sottovalutare la forza sbilenca dell'ironia" (P. Sorrentino, "Hanno tutti ragione")
“Fa tanto bene a ripensà a l’amore/ne li momenti di malinconia: provi una specie che non so che sia, come un piacere de sentì dolore.” (Trilussa)
"Le grandi persone parlano di idee, le persone mediocri parlano di fatti, le persone stupide parlano delle altre persone." (E.Roosevelt)
"Quando si è in pace con sé stessi, si è in pace col proprio principale nemico." (G. Soriano)
"Il raggiungimento della serenità presuppone un’assoluta consapevolezza circa l’impossibilità di raggiungerla." (G. Soriano)
"A proposito di politica, ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?" (Totò)
"L'amore coglie sfumature invisibili a un occhio indifferente e ne trae conseguenze infinite." (Stendhal)
"Un po' di sincerità è una cosa pericolosa, e molta sincerità è assolutamente fatale." (O. Wilde)
"La gente stupida dice stupidaggini; quella intelligente le fa." (Marie von Ebner-Eschenbach)
"Il vero amore è come i fantasmi: tutti ne parlano, ma pochi li hanno visti." (F. de La Rochefoucauld)
"Siamo ospiti di un evento che ci trascende e nelle cose d'amore nulla possiamo decidere. Tutte le nostre scenate,le nostre gelosie,i nostri tradimenti,la nostra fedeltà sono puro schiamazzo intorno a qualcosa che non dipende da noi,ma dal cielo che ha decretato la natura della nostra anima,da cui dipende quella sua creatura che è amore". (U.Galimberti)
"Ci godremo il presente quando, in futuro, sarà passato." (G. Soriano)
"Se le stelle anzichè brillare continuamente sopra le nostre teste, fossero visibili solo da un particolare luogo del pianeta, tutti vorrebbero andarci per assistere allo spettacolo". (Seneca)
"Un mandarino era innamorato di una cortigiana. "Sarò vostra - disse lei - solo quando voi avrete passato cento notti ad aspettarmi seduto su uno sgabello, nel mio giardino, sotto la mia finestra". Ma, alla novantanovesima notte, il mandarino si alzò, prese il suo sgabello sotto il braccio e se ne andò". (R.Barthes,Frammenti di un discorso amoroso).
"A Milano studenti in piazza contro Berlusconi: alcuni gli han dato del puttaniere, altri del porco, altri del colluso. Altri invece l’hanno insultato" (Spinoza.it)
"Si è veramente guariti di una donna solo quando non si è più neppure curiosi di sapere con chi ci dimentica." (P. Bourget)
"Tutto ciò che è frenetico sarà presto passato, perchè solo il flemmatico al perpetuo ci inizia" (R.M.Rilke)
"Ferrara Cita Kant. I tre stadi dell'evoluzione" (Spinoza.it)
"Un uomo tirava a sorte tutte le decisioni. Non gli capitò maggior male che a quelli che riflettono." (P. Valéry)
"In ogni avversità della fortuna, la più tremenda delle sventure è l'essere stato felice." (S. Boezio)
"Se mantieni la calma quando intorno a te tutti stanno perdendo la testa, può anche darsi che tu non abbia afferrato la situazione." (J. Kerr)
"Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito." (A. de Saint-Exupéry)
"Sono milioni quelli che desiderano l'immortalità, e poi non sanno che fare la domenica pomeriggio se piove." (Susan Ertz)
"È semplice chiacchiera ogni conversazione con chi non ha sofferto." (E. Cioran)
"Uomo colto è colui per il quale nulla è privo di interesse e quasi tutto di importanza." (N. G. Dávila)
"Si va in cerca del grande amore come di un complice fidato senza il quale il colpo della vita non può riuscirci." (G. Soriano)
"C'è una crepa in ogni cosa. Ed è da li che entra la luce". (L.Cohen)
Avevo 16 anni, credo. Ricordo un pomeriggio ventoso, di una primavera inoltrata, bruciacchiato dal caldo sole del sud. Dal balcone della casa di mia nonna guardavo il vento smuovere poderosamente le lenzuola stese ai balconi dei palazzi vicino. Tutto ciò prima che un’immagine è un odore, una sensazione. In quel vento e in quel sole c’è la mia vita, la mia identità, la mia inquietudine. In quel vento e in quel sole c’è l’insensatezza dell’essere e il suo vitale dimenarsi.Oggi non sono nulla di diverso da ciò che ero in quel preciso momento.Le esperienze, gli anni che passano, le speranze deluse, le gioie ricevute sono una crosta dal sapore agrodolce che si è cristallizzata sulla mia anima e che mi impedisce alla vista qualcosa di altrimenti evidente. Oggi non sono nulla di diverso da ciò che ero in quel preciso momento.Come disse una volta Adriano Sofri: “I decenni volano, sono certi pomeriggi che non passano mai”. Ebbene, quel pomeriggio di tanti anni fa non è ancora passato.
(Jaenada)
Non è che il tempo guarisca tutto, ma sposta le cose inguaribili dal centro della nostra attenzione (B. Pascal)
La donna? Per certuni un buco: per altri un abisso. (A. Soffici)
Talvolta si prende come cattiva abitudine l'essere infelici. (G.Eliot)
Tutti gli uomini sono mentitori, incostanti, falsi, ciarlieri, ipocriti, orgogliosi o vili, spregevoli e sensuali; tutte le donne sono perfide, artificiose, vanitose, curiose e depravate; il mondo è una cloaca senza fondo in cui le foche più informi strisciano e si torcono su montagne di fango; ma c'è al mondo una cosa sublime, ed è l'unione di queste due creature così imperfette e così orribili.(A. de Musset, Con l'amore non si scherza)
La setta dei blogger estinti
L'incartato
Ho strappato lembi di pelle ai miei desideri e lasciato appiccicate alla mia lingua parole tramortite da un pudore invalidante. L’impossibile equilibrio tra istinto e strategia naufraga dolente in un altalena di schizofrenie. Intorno a me ovvietà sgorgano copiose come ruscelli di montagna: ora formano pantani torbidi e melmosi, ora invece rinfrescano percorsi problematici. E come un fabbro invasato cerco di divellere dai cardini porte spalancate. (Jaenada)
Chi vede un gigante esamini prima la posizione del sole e faccia attenzione che non sia l'ombra di un pigmeo. (Novalis)
Mail
francischiello23@libero.it
Non è giusto che "Domenica In" duri cinque ore e un orgasmo solo quattro secondi. (Giuliano)
Grazie al buon cuore di Maria Rita
Il livello d'intelligenza necessario perchè uno ci piaccia corrisponde abbastanza esattamente al livello della nostra intelligenza. (C.A.Helvetius)
Grazie alla generosità di Silvia
"Così come, il giorno che ti ha dato al mondo, il sole si offriva al saluto dei pianeti, subito tu crescesti e continuasti a crescere secondo la legge in base alla quale eri apparso. Così devi essere, non puoi sfuggire a te stesso, così dissero già le sibille e i profeti, e nè tempo nè potere alcuno possono frantumare una forma impressa, che, vivendo, si sviluppa." (W.Goethe)
"Aveva mani spellate da un malanno, il solo che ho amato. Veneravo quelle dita screpolate, rosse, indolenzite, non l'ha creduto mai. Fosse stata lebbra gliel'avrei leccata per appiccicarmela alla lingua, fosse stata morte l'avrei voluta io. Meno di questo, l'amore non è niente." (E.De Luca,Il contrario di uno)
Se siete troppo deboli per dare delle leggi a voi stessi, accettate che un tiranno vi imponga il proprio giogo e dica: "Obbedite, digrignate i denti, ma obbedite" - e tutto il bene e il male anneghino nell'obbedienza a quel tiranno.(F.Nietzsche,Frammenti postumi)
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Sognanti aneliamo al mito ma più spesso disillusi pratichiamo il banale. Se pur anche per un solo istante i nostri occhi e le nostre parole incrociandosi cogliessero l'ebbrezza del sogno avremmo sconfitto secoli di ovvietà.
(Jaenada)
Me stò a fà na' lampada
Come una folgore
Nei suoi occhi l’abisso. Nelle sue mani la grazia. Nei suoi fianchi l’ardore. Come una folgore, incendiò d’improvviso il mio cammino inconsapevole. Portava con se la cappa scura dell’insostenibile e il bagliore accecante del divino. Il tempo smise di tediarmi, il senso liberò il suo volo. Ed ora, che la cappa è dispersa e il bagliore sopito, che il tempo mi angustia e il senso è planato, vado anelando pietoso l’impossibile abbraccio dell’oblio.
(Jaenada)
All'uomo sensibile e immaginoso, che viva, come io sono vissuto gran tempo, sentendo di continuo ed immaginando, il mondo e gli oggetti sono in certo modo doppi. Egli vedrà cogli occhi una torre, una campagna; udrà con gli orecchi un suono d'una campana; e nel tempo stesso con l'immaginazione vedrà un'altra torre, un'altra campagna, udrà un altro suono. In questo secondo genere di obbietti sta tutto il bello e il piacevole delle cose. Trista quella vita (ed è pur tale la vita comunemente) che non vede, non ode, non sente se non che oggetti semplici, quelli soli di cui gli occhi, gli orecchi e gli altri sentimenti ricevono la sensazione. (G.Leopardi,Zibaldone)
Contro il giornalismo mafioso
A te si arriva
A te si arriva solo attraverso te. Ti aspetto. Io sì che so dove mi trovo, la mia città, la via, il nome con cui tutto mi chiamano. Però non so dove sono stato con te. Là mi hai portato tu. Come avrei imparato la strada se non guardavo nient'altro che te, se la strada era dove tu andavi, e la fine fu quando ti sei fermata? Che altro poteva esserci più di te che ti offrivi, guardandomi? Però adesso che esilio, che mancanza, è lo stare dove si sta. Aspetto, passano i treni, i destini, gli sguardi. Mi porterebbero dove non sono stato mai. Ma io non cerco nuovi cieli. Io voglio stare dove sono stato. Con te, ritornarci. Che intensa novità, ritornare un'altra volta, ripetere mai uguale quello stupore infinito. E fino a quando non verrai tu io resterò sulla sponda dei voli, dei sogni, delle stelle, immobile. Perché so che dove sono stato non portano né ali, né ruote, né vele. Esse vagano smarrite. Perché so che dove sono stato con te si va solo con te, attraverso te.