mercoledì 29 giugno 2011

Repetita iuvant




L'odore del mare

Sono certo che molti di voi non siano a conoscenza del dramma che si sta vivendo ad oggi nel cuore della pianura padano-veneta. A tal proposito e per vostra informazione,vi comunico infatti che nella terra che mi ha accolto ormai più di dieci anni or sono, non ci crederete, ma non c’è il mare. Colline, monti, pioppeti, prati, terreni agricoli, case, capannoni, ma niente spiagge, niente onde, niente acqua salata, niente lungomare, niente maree. Nulla di questo. Nisba. Tutto ciò a me, al sottoscritto, che sul mare ci è nato e c'ha vissuto gran parte della sua infanzia e della sua giovinezza. Dice, ”ma tu non lo sapevi prima di venirci a vivere che il mare non c’era?”. E vi pare che se l’avessi saputo ci sarei venuto? Come può mente umana anche solo immaginare un vulnus di tali proporzioni? Certo, non essendo uno sprovveduto mi sono accorto ben presto che qualcosa non andava. Dopo pochi giorni dal mio arrivo, per esempio, girando per le strade, notai la totale assenza di segnali e indicazioni a me familiari. Niente insegne del tipo “Ristorante da Ciro a mare”, nessuna freccia indicante “Porto”, nessun cartello “Cannolicchi vivi e vongole veraci” o, chessò, “rimessaggio barche”. Ma essendo pieno inverno non vi feci particolare attenzione. Poi con l’avvicinarsi della primavera le prime terribili conferme. Ricordo ancora la mia incredulità quando un Sabato chiesi ad un collega di lavoro se volesse andare al mare insieme a me. Mi rispose: “No guarda, non ho nessuna voglia di farmi due ore di macchina ad andare e due a tornare in un solo giorno”. Due ore? A me, che sono nato a CastellamMARE?.Dice “Vabbè ma non esageriamo”. Non esageriamo? Ma voi conoscete la differenza tra mangiarsi una caponata guardando i Faraglioni e masticare gnocco fritto e tigelle sotto a un Platano? Dice “Vabbè, ma la felicità non è nelle cose ma in noi”. Siamo d’accordo, ma il mio “noi” se permettete ha bisogno anche di una atmosfera favorevole per poter stimolare il proprio benessere. Dice “Ma perché non te ne torni verso il mare?”. Eh, miei cari, se mentre mangiavate lo gnocco fritto sotto al Platano, invece di parlare dell’ultimo modello della Mercedes (che sia chiaro, piace pure a me) o del mercato cinese in crisi, aveste sfogliato qualche pagina di Freud, oggi sapreste che “L’umanità ha sempre barattato un po’ di felicità per un po’ di sicurezza”, e non mi fareste queste domande del piffero.Per cui, in conclusione, il “mio mondo”, ad oggi, per almeno trecento giorni all’anno, non prevede l’esistenza del mare. E come si può vivere in un mondo senza mare? Ma ve lo immaginate? Non sarebbe mai esistita la spigola all’acqua pazza, Magellano avrebbe fatto il ragioniere al catasto, Nettuno avrebbe dovuto trovarsi un monolocale in centro e Giuni Russo invece di “Un’estate al mare” avrebbe cantato, chessò, ”Un’estate a Pavullo nel Frignano” (che diciamocelo chiaramente,anche dal punto di vista della metrica fa cagare)……Cioè, voglio dire…..insomma…..........Statemi vicino!

(La foto è stata scattata da me medesimo, con lo mio stesso cellulare, nei pressi delle mie natie terre, nell'anno di grazia 2010, e che a perenne memoria, posi.)

3 commenti:

Ale ha detto...

Io ti sono quantomai solidale, non a caso da un mese a questa parte sono letteralmente fuggita dalla città per tornare al mare, abbandonando casa, impegni e panorami senza orizzonte piatto.

JAENADA ha detto...

Se mi fossi stata davvero solidale saresti rimasta qui a pugnare insieme a me contro folaghe e tafani :)

Comunque grazie, ci vuole del coraggio per fuggire davanti al nemico.

Ale ha detto...

io di coraggio ne ho da vendere! (uuuuuuuuuuuuh!)