martedì 16 settembre 2008



A San Diego....

Erano le 9.30 del mattino quando bussarono alla porta. Uscì dal bagno sbuffando, con la faccia insaponata e la lametta ancora in mano. Aprì la porta e davanti a me si materializzò il faccione di Henry in tutto il suo mattutino splendore. Alitosi da cognac, occhi gonfi e barba incolta.
- “ Ma in questo stato ti ci sei coricato o ti ci sei alzato ”
- “ Quale stato? ”
- “ Lascia perdere, entra! Che ci fai qui a quest’ora del mattino? ”
- “ E me lo chiedi? Com’è andata ieri sera? ”
- “ Ah, adesso capisco. Non sarebbe stata più semplice una telefonata? ”
- “ Eh no cocchetto, voglio guardarti in faccia mentre mi racconti ”
- “ Senti Henry, tutto questo interesse per gli sviluppi della mia vita sessuale mi commuove, ma comincio ad avere come la sensazione di essere caduto tra le grinfie di un ripugnante vouyer. Senza offesa s’intende ”
- “ Non mi offendo. Te la sei scopata? ”
- “ Ti sarei grato se volessi eliminare le perifrasi ”
- “ Allora? ”
- “ No...non lo so ”
- “ Non lo so? Che cazzo vuol dire non lo so? ”, mi disse alzando il tono della voce in un vibrato vagamente esasperato. “ Del resto come potevo sperare di avere una risposta normale da te ” continuò con tono rassegnato...” Anche se devo dire che stavolta la semplicità della domanda mi ispirava un cauto ottimismo ”.
- “ Diciamo che ci siamo andati vicini, ma poi sul più bello ho cominciato a pensare a Nadine e……niente, non me la sono sentita ”
- “ Nadine? Stai parlando della stessa Nadine a cui sto pensando io? Quella che ti ha mollato un anno fa non facendosi più ne vedere ne sentire? Stai parlando di quella stessa Nadine che, per quanto ne sappiamo, in questo preciso istante potrebbe benissimo essere alle prese con un plotone di sottufficiali allupati in un qualche alberghetto del Minnesota, mentre tu sei qui a piagnucolare? ”
- “ Se stai cercando di tirarmi su il morale Henry, sappi che devi percorrere altre strade ”
- “ Senti Frank, questo minuetto sentimentalista non ti porterà da nessuna parte. Non puoi continuare a vivere tenendo lo sguardo fisso su un passato che non esiste più."
- “ – Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l’ho scordato – “
- “ Vaffanculo tu e Walt Whitman. E fanculo anche io che sto qui a impelagarmi nella causa persa che sei ”
- “ Ma come fai a essere così insensibilmente materialista? ”
- “ Insensibile io? Ma se ogni anno verso diecimila dollari per far studiare i piccoli orfanelli di Israele ”
- “ Si, ma solo perché vai a letto con la presidentessa della comunità ebraica ”
- “ Le due cose sono completamente avulse...la stima che Mrs Kinghofler nutre per me...”
- “ Finiscila Henry, con me non attacca ”
- “ Che cazzo vuoi, c’è chi si interessa alla causa ebraica leggendo della diaspora, chi addolorato dallo sterminio nazista e chi sensibilizzato dalle tette di Mrs Kinghofler. Chi ti dice che anche quelle non siano uno strumento di cui si serve il Signore per aiutare un popolo in difficoltà? ”
- “ Come posso sperare che un individuo del genere possa comprendere i miei sentimenti? ”
- “Ascoltami bene, povera vittima incompresa, telefona a Mildred, chiedile scusa per il tuo comportamento di ieri sera e invitala a cena per stasera. Domattina ritorno e se non mi dai la lieta novella giuro che racconto a tutti di quella volta a San Diego ”.
Henry uscì, lasciandomi solo con me stesso. Presi la cornetta del telefono per chiamare Mildred. Nel mentre pensai a quella volta in cui io e Nadine ce ne stavamo sul letto di casa, con le gambe aggrovigliate, mangiucchiando patatine fritte e guardando un film di fantascienza. Ricordavo distintamente le sensazioni che provai quella sera: libera espansione del mio essere, fusione con il circostante; proiettato in un frammento di tempo allo stato puro e dimentico di ogni umano rammarico.

(Jaenada)

13 commenti:

Ross ha detto...

Tu ci stai viziando, con questi racconti.
Sempre più bravo.

rompina ha detto...

ciao sono Mildred...volevo dirti che capisco.
capita a tutti gli uomini prima o poi, ma io ti capisco...davvero sai?
pero' ecco...io non me la sento di continuare cosi'.
sono troppo, davvero troppo innamorata di te...ma ho bisogno di dare ascolto a quello che il mio corpo reclama.
sono sicura che troverai una soluzione...un barvo medico...le pillole che ora girano...se ne trovano dappertutto sai?
domani esco con John. ecco, te lo volevo dire, perche' voglio essere assolutamente corretta con te.
Mi piaci proprio tanto.
Si', davvero tanto.
Ma domani esco con John.
Ecco...si'. Se vuoi possiamo rimanere amici...

JAENADA ha detto...

@ross: grazie ross,il vostro piacere è il mio piacere :)

@rompina: perchè invece che con John non esci con Henry? A occhio e croce potreste andare d'accordo :)

rompina ha detto...

con henry potrei rimanerci come con te...e poi io sono romantica... ;oP

Marlene ha detto...

i luoghi in cui ambienti le tue storie sono luoghi in cui vorresti essere o luoghi in cui sei stato? (che domanda marzulliana) belle le tue storie.

JAENADA ha detto...

@marlene: Ne l'uno ne l'altro.Probabilmente sono solo un istintivo e fantasioso omaggio a una certa letteratura nordamericana (Miller,Richler,Bukowski) che mi ha sempre affascinato e divertito.(Spero la risposta sia degna di "Mezzanotte e dintorni" :)).Grazie per l'apprezzamento.

Faby ha detto...

Wow...passavo di qua...Bel racconto! All'inizio pensavo fosse un pezzo di un film, poi ho ricollegato che erano parole di un tuo racconto!Un saluto

JAENADA ha detto...

Grazie faby.No,no,nessun film,tutto frutto della mia testa bacata ;) Un saluto anche a Te.

Maria Rita ha detto...

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SEI STATO NOMINATO ALL'
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Inoltre, il tuo blog è stato aggiunto (finalmente!) ai miei preferiti, sotto la voce Assaggiali. Meglio di così... ;D

JAENADA ha detto...

@Maria Rita:Piano,mia cara,non sono più di primissimo pelo e potrei non reggere a tutte queste emozioni in un colpo solo :) Grazie per la fiducia.Baci.

Etta ha detto...

Rimanere attaccati a qualcosa, una patatina fritta, un film, due paia di gambe incrociate su lenzuola ormai calde in ogni loro remoto angolino. Rimanere attaccati a qualcuno, al suo odore, al suo sapore. Rimanere attaccati a un pezzo di vita che può tornare come no, può fare bene ma, forse, ancora più male. Rimanere attaccati, abbarbicati come cozze ad uno scoglio.. Uno scoglio che a noi, piccoli esserini, sembra grandissimo e forte, nel suo ergersi sul mare resistendo ai flussi e riflussi delle onde. Uno scoglio che poi, una mattina come tante altre, ti svegli e ti appare più piccolo, corroso in superficie, colmo di cavità e rientranze che fino a quel momento non avevi notato. E allora ti guardi intorno e proprio lì, a due passi da te, l'oceano che corre via, infinito, fino all'irraggiungibile linea d'orizzonte.

Sono le 7.56 del mattino, è un mese che non dormo più di 6/7 ore a notte e ne studio una media di 9 al giorno. Perdona questo mio commento delirante...

Un bacio.

JAENADA ha detto...

@etta:Ettuccia cara,i commenti deliranti,come penso ormai avrai capito,da queste parti fanno curriculum.Indi per cui,qualora il delirium dovesse ripervaderti, sappi che qui troverai sempre sincera ospitalità :)

Mille baci.

Faby ha detto...

Un saluto... :)