martedì 19 maggio 2009




La bellezza è dolorosa


La bellezza (non la semplice armonia delle forme) è come la perfezione, come la felicità, come il culmine dell’amore. Non vuole ulteriorità. Vuole durata piuttosto, che è altra cosa.
Il passo successivo al godimento del bello è la caduta, la malinconica presa di coscienza del senso effimero della nostra esistenza. La bellezza, la sua inafferrabilità, l’impossibilità di perpetuare una condizione estatica, l’incapacità di fonderci ad essa, fanno di noi una sorta di donna cannone sparata a velocità supersonica, senza fiato, verso il cielo sopra di noi, per poi essere ricacciata inesorabilmente verso la mestizia dell’abisso.
Chi ha conosciuto l’amore e ha visto nell’amato l’emozionante, magica aurea della bellezza; chi ha assistito estasiato alla veemente manifestazione del talento, chi ha sentito esplodere dentro di se la forza ammaliante di un paesaggio, chi ha tremato di passione per versi sublimi, chi ha sentito la pelle incresparsi dinnanzi alla bellezza del Bene, sa di cosa parlo.
Racconta Freud: “Non molto tempo fa ,in compagnia di un amico silenzioso e di un poeta già famoso nonostante la sua giovane età, feci una passeggiata in una contrada estiva in piena fioritura. Il poeta ammirava la bellezza della natura intorno a noi, ma non ne traeva gioia. Lo turbava il pensiero che tutta quella bellezza era destinata a perire, che col sopraggiungere dell’inverno sarebbe scomparsa: come del resto ogni bellezza umana, come tutto ciò che di bello e nobile gli uomini hanno creato o potranno creare. Tutto ciò che egli avrebbe altrimenti amato e ammirato gli sembrava svilito dalla caducità cui era destinato. L’idea che tutta quella bellezza fosse effimera faceva presentire a queste due anime sensibili il lutto per la sua fine; e, poiché l’animo umano rifugge istintivamente da tutto ciò che è doloroso, essi avvertivano nel loro godimento del bello l’interferenza perturbatrice del pensiero della caducità”.
Avido mi predispongo a nuova bellezza. Godimento e dolore sono nel mio destino.

(Jaenada)

8 commenti:

Bianca ha detto...

Parte della bellezza delle cose è data proprio dalla sua caducità. Se tutto fosse sempre bello, a che servirebbe un termine come bellezza per descriverlo? e poi gli occhi sarebbero tanto abituati da non apprezzarla, e nemmeno coglierla, più.

JAENADA ha detto...

La tua considerazione non fa una piega.Perchè qualcosa risulti evidente e apprezzabile ai nostri occhi necessita dell'esistenza di una contrapposizione.Ma poichè nella vita poco importa avere ragione ma importa essere felici la consapevolezza dell'inevitabilità del fenomeno non fa che aumentare le frustrazioni :)

P.S. Chi l'avrebbe mai detto che sarei riuscito a farti passare,non dico per ottimista,ma almeno per fatalista. :)

bianca ha detto...

oh, mai io sono ottimista! e anche un po' fatalista.

JAENADA ha detto...

Peccato.I pessimisti,intellettualmente,sono molto interessanti :)

Bianca ha detto...

ahaha... sì, è vero...:)

Antonia ha detto...

"Per sempre,mio nemico e mio tormento,non ha significato su due labbra mortali,sulla bocca di chi non è previsto durare a lungo".

Niente è eterno.Per ogni inizio inevitabile esiste una necessaria fine.Perchè,se così non fosse,non sapremmo apprezzarne l'importanza.


Un sorriso.Antonia.

cristina ha detto...

Hai toccato le corde più intime della mia ipersensibilità...hai anche messo il dito nella piaga...hai centrato la fonte dei miei patimenti...hai rimesso in moto quel tumulto del mio cuore che quotidianamente cerco di tenere a bada e di reprimere...o.k., mi fermo qua, sennò ti senti in colpa!
Sappi, però, che tutto ciò depone a tuo favore, quando scrivi dai emozioni. Quindi, grazie! ;)

JAENADA ha detto...

@antonia: mio caro destino,creatore,ispiratore della logica o chiunque tu sia,ti prometto che saprò apprezzare la bellezza anche qualora non mi si presenti come effimera.Vediamo se mi ascolta :))

Un sorriso.Jaenada.

@cristina: Quando scrivo do emozioni? E' perchè non mi hai mai visto in costume...(direbbe mio padre) :))

Grazie a Te.