mercoledì 17 dicembre 2008



Carmela, 13 anni, uccisa 2 volte

Suprata dal branco, giudicata psichicamente instabile, internata e imbottita di psicofarmaci. Poi il suicidio. Mentre i suoi aguzzini, minorenni all'epoca dei fatti, evitano il processo. La loro pena? Un programma di rieducazione.

Nel novembre 2006 Carmela, una 13enne di Taranto, si allontana di casa. Quattro giorni dopo Alfonso Frassanito, suo padre, la ritrova in un vicolo della città vecchia. È stata drogata con anfetamine e violentata. Più volte. Hanno abusato di lei più persone. Carmela denuncia i suoi aggressori. In seguito gli inquirenti troveranno il suo diario, dove racconta la violenza subìto da due minorenni e un’altra subita qualche giorno prima da tre maggiorenni. La discesa all’inferno di Carmela è appena iniziata.
Prima di quell’incubo, Carmela aveva denunciato le molestie subite da un giovane sottoufficiale della Marina. «Lui aveva ammesso di averla incontrata diverse volte – racconta papà Alfonso – Salvo poi ritrattare in sede di interrogatorio. Lo vedevamo davanti alla scuola media Frascolla, sempre accanto a ragazzini. Continuava a passare sotto casa nostra... In città era conosciuto come "il pedofilo di San Vito"». Ma la polizia non trova riscontri e non avvia nessun procedimento penale. Carmela, dicevano, a volte s'inventa le cose, non ha la completa padronanza di sé. Carmela non ci sta con la testa. È un "soggetto disturbato con capacità compromesse”, risulta dalla perizia psichiatrica.
Così, mentre i suoi stupratori restano a piede libero, lei viene internata nel centro “L’Aurora” di Lecce. I genitori sono contrari ma alla fine si lasciano convincere. Forse è meglio così, la loro bambina sarà in buone mani, seguita e assistita da professionisti. Ma in breve tempo si accorgono che c’è qualcosa di strano. Carmela non ci vuole restare a Lecce. I medici dicono che va tutto bene, però poi si scopre che, all’insaputa dei familiari, la ragazzina era sottoposta a una cura di psicofarmaci, e che aveva tentato la fuga due volte. Così viene trasferita al centro “Il sipario” di Gravina di Puglia, dove le cose sembrano migliorare. Qui viene confermato che era stata sottoposta a una pesante trattamento a base di psicofarmaci, una cura che non si poteva interrompere di punto in bianco ma in maniera graduale. «Nel fine settimana la portavamo a casa – raccontò il padre – ero io stesso a darle i farmaci: En e Haldol».

Il 15 aprile 2007 Carmela dice: «Vado in bagno». E invece vola dal settimo piano di un condominio del quartiere Paolo VI.

Devastati dal dolore, i genitori continuano a vedere gli aggressori della ragazzina girare liberamente. Addirittura c’è chi accusa il signor Frassanito di nefandezze, non essendo lui il padre naturale di Carmela, morto quando lei aveva solo un anno. Così i coniugi lasciano la città insieme alle altre due figlie. Fondano l’associazione IoSòCarmela, per non arrendersi al dolore e neppure all’ingiustizia.
Nel frattempo i due aguzzini minorenni (all’epoca dei fatti avevano 16 anni) confessano, ed evitano il processo. Il giudice del tribunale dei minorenni di Taranto Laura Picaro li ritiene meritevoli della "messa in prova". In pratica per 15 mesi saranno messi sotto osservazione: seguiranno un programma di rieducazione e offriranno assistenza agli anziani. Se faranno i bravi il dibattimento verrà cancellato. Non solo: in Tribunale l'avvocato di uno dei due stupratori ha chiamato Carmela "prostituta". Insomma, era quella che "ci stava", era consenziente. E da vittima si trasforma nell’unica vera imputata

9 commenti:

desaparecida ha detto...

Quando sento storie del genere avrei bisogno io di essere curata con l'Haldol...

Perchè sento di avere le allucinazioni (uomini neri in camice bianco che decidono ciò che è bene e ciò che nn lo è),confusione mentale,turbe caratteriali e qualsiasi tipo di attegiamento antisociale!

Lo so,devo fare attenzione potrebbe sembrare che questi siano alcuni dei sintomi di una persona con chiaro disagio emotivo,ma gari con una personalità schizofrenica...

eppure leggendoti ho sentito una persistente e galoppante alterazione del pensiero e dell'emozione...ah si...e del comportamento.

Dimmi un po',se ti mando un abbraccio (non vorrei osare troppo)
pare pure che ci sto provando?

JAENADA ha detto...

Se ci stai provando sicuramente non pare.Diciamo che ho conosciuto (sia pur raramente) approcci più audaci :)
Mi è difficile commentare questa storia,ciò che se ne può ricavare mi sembra già del tutto evidente nei nudi fatti.
Mi vengono in mente le parole di Rushdie rivolte a Saviano qualche giorno fa a Stoccolma:"Ti daranno la colpa di essere sopravvissuto e non morto come dovevi".E' l'unica colpa che non sono riusiti a dare a Carmela.Lei,almeno quella,è riuscita a scansarla.

Grazie per l'abbraccio che restituisco caloroso.

gaz ha detto...

che dire... infatti, le parole sembrano poca cosa di fronte alla rabbia che provo quando sento queste storie.
Carmela spero resti come un incubo terribile e perenne nell'anima di quelle persone, dagli stupratori, ai giudici, ai medici, alla società che l'ha uccisa!

JAENADA ha detto...

Lo spero anch'io,ma non lo credo.Purtroppo.

Antonia ha detto...

E questo perchè la giustizia italiana fa schifo!! Non esiste altra espressione per definirla.Fa schifo e basta.
Beccaria,nel 700,parlava di certezza della pena.In Italia si parla di rieducazione ai fini del rinserimento.A me sembra una presa per il c**o mascherata da giustizia.
La gente si riempie la bocca di parole come il "perdono",oppure sputa sentenze,punta il dito,scinde il giusto dall'errore,il "si fa" dal "non si fa",ma tanto Carmela non era mica figlia loro,no??

L'Italia è un Paese che si prostituisce al miglior offerente.Una donna che apre le cosce a chi sa defraudarla e svuotarla di senso.

Niente sorrisi,stavolta.Antonia.

JAENADA ha detto...

Tralasciando il dramma umano (perchè non prescinderne inibirebbe il profferimento di qualunque considerazione),in questa vicenda è racchiuso un numero considerevole di aspetti inquietanti:la malagiustizia,il disagio mentale e la superficialità con cui viene affrontato,la visione distorta della sessualità,la misoginia,la prevaricazione,l'ineducazione emotiva,il dolore,l'omertà e chissà che altro ancora.Il decadimento morale della nostra società è già tutto racchiuso in una storia di provincia quasi sconosciuta.Evidentemente meno degna dell'ultima dichiarazione del politico di turno o del nuovo fidanzato della Arcuri.

Faby ha detto...

Mamma mia che storia triste. Quando accadono queste cose capisci che il mondo va proprio al contrario...Carmela da vittima si è trasformata in carnefice...che tristezza!

Ross ha detto...

Spero non ti offenderai se non commento.
A volte proprio non ce la faccio.

JAENADA ha detto...

@faby: eh si,è proprio una tristezza.

ross: ovviamente non mi offendo.