lunedì 13 ottobre 2008



A Brooklyn...

Trascorrere le giornate insieme a Nadine era come entrare in una dimensione di meraviglie, abbandonare la prevedibilità del mondo, compenetrarsi in esso e al tempo stesso discernerne. Quando passeggiavamo per la città, entravamo nei bar, guardavamo le vetrine dei negozi e vedevo la gente camminare, discutere, ridere, imprecare, divertirsi, mi chiedevo se si rendessero conto della disperazione che avvolgeva le loro vite. Mi capitava di incrociare lo sguardo di ragazze graziose e sorridenti e mi chiedevo quale fosse la loro funzione sulla terra. In relazione a me intendo. Era certamente un bene che ci fossero, arricchivano la sceneggiatura della vita, rendevano il paesaggio più vario, ma ciò restavano ai miei occhi: paesaggio. A volte e sempre meno di rado, mi assaliva una sensazione quasi di angoscia. Un anelito di insostenibilità che come una scia tossica seguiva il vento di travolgente armonia che circondava i nostri corpi e il nostro spirito. Scrive Yannaras: “Se l’amato è accanto a te, tutto, improvvisamente, risorge, e la vita ti inonda con tale forza che ritieni il vaso di argilla della tua esistenza incapace a sostenerla”. E quando il vaso di argilla si frantumò in mille pezzi con pazienza sorprendente presi a reincollarne i cocci.
Con chi avrei potuto parlare di tutto ciò, ammesso che sentissi davvero l’esigenza di farlo? Con Henry? Quelle poche volte che ci avevo provato me ne ero repentinamente pentito. In realtà ero giunto preventivamente alla conclusione che cercare di decodificare e comunicare i propri sentimenti era un operazione impossibile oltrechè inutile. Ciò doveva avermi dato un cipiglio orgogliosamente distaccato, come di chi sa ma non parla, oltre che delle venature di irritante cinismo.
Una sera però Henry mi sorprese. Eravamo in una birreria dalle parti di Brooklyn, il locale era ormai semideserto, vista anche l’ora piuttosto tarda. Nel corso della serata, mentre discorrevamo allegramente di amenità varie, mi erano passati per la mente un paio di fotogrammi di Nadine riportati a galla da chissà quali tortuosi abbinamenti con parole ed immagini del momento. In uno di questi frangenti, mentre dovevo avere lo sguardo fisso nel vuoto, sentì la mano di Henry sulla spalla, mi guardò fisso negli occhi e disse: ”Hai rotto il cazzo,Frank”. Aveva maledettamente ragione.

(Jaenada)

11 commenti:

Faby ha detto...

Tuffarsi nei ricordi rievoca in noi nostalgiche emozioni. Ma, spesso, farlo è controproducente in quanto riusciamo solo ad appesantirci la testa coi pensieri desiderando qualcosa che non può più tornare. Sono d'accordo con Frank...Beso

Marlene ha detto...

una frase che solo un caro amico a cui stiamo davvero a cuore può avere il coraggio e l'ardire di pronunciare. se ai nostri occhi è altrettanto un buon amico ascolteremo anche le sue motivazioni.

JAENADA ha detto...

@faby: In effetti questo Frank ha tutta l'aria di essere un tipino che sa quello che dice :))
Spero che non sia per sorreggerla dal troppo appesantimento che nella foto hai la mano appoggiata alla testa :)

Un bacio senza nostalgie ;)

@marlene: l'amicizia è una delle cose più meravigliose dai tempi in cui nostro Signore inventò il gatto :)
Vorrei che fossimo abbastanza amici da poterti dire una frase così :)))))

Un sorriso

Faby ha detto...

Uahahah...Hai ragione! Effettivamente io penso troppo, ecco perchè ho riempito le mie giornate;). Buona notte:)

desaparecida ha detto...

Beh jannaras pone la priorità assoluta della persona,come senso vitale che supera gli schemi stessi della vita.
Qndi capisco che quando un vaso di argilla si frantuma ci si concentri sui cocci…ma forse è davvero poco salutare!
Quindi ritendo che che henry abbia detto una grande verità.

E poi,un gatto dopo che rompe un vaso si gira dall’altro lato,si lecca la zampetta…..e poi ne cerca un altro!

Un abbraccio! :)

JAENADA ha detto...

@faby: E' inutile scappare,tanto prima o poi ti acchiappi :)

@desaparecida: ogni parallelismo felino non può che trovarmi accondiscendente,ma mi corre l'obbligo di rilevare che il micetto è un tantino meno coinvolto di noi nel rapporto con il vaso in frantumi.
All'uopo mi produrrò in appropriata citazione :"L'uomo chiese una volta all'animale:perchè non mi parli della tua felicità e soltanto mi guardi?L'animale,dal canto suo,voleva rispondere e dire:ciò deriva dal fatto che dimentico subito ciò che volevo dire - ma subito dimenticò anche questa risposta e tacque;sicchè l'uomo se ne meravigliò.Ma egli si meravigliò anche di se stesso,per il fatto di non poter imparare a dimenticare e di essere continuamente legato al passato:per quanto lontano,per quanto rapidamente egli corra,corre con lui la catena."
(F.Nietzsche,Sull'utilità e il danno della storia per la vita)

Sta cosa però,non facciamola leggere ad Henry.Mi raccomando.

Un abbraccio.

desaparecida ha detto...

beh...di fronte a tutto ciò...mi lecco le zampezze lancio un 'occhiata intorno e vado a cercare Henry!(con la mia catena s'intende!)

un ronf-ronf ed un sorriso :)

Pino Amoruso ha detto...

Ciao, mio malgrado qualcosa mi costringe a promuovere una iniziativa contro la Riforma Gelmini che mira a distruggere la scuola pubblica ed a creare migliaia di disoccupati. Troverete da me i link per sottoscrivere una petizione e per inviare una mail al Presidente della Repubblica...

Continuiamo a far "RETE"... Aiutatemi a diffondere il messaggio!!!

A presto ;)

Faby ha detto...

Un saluto:*

Maria Rita ha detto...

Questa volta, non commento i tuoi racconti... anche perchè risulterei ripetitiva...
Voglio, invece, farti gli auguri (anche se in ritardo) per il tuo X+Yesimo compleanno... AUGURI!
Inoltre, permettimi di mandare un bacio grande grande a Clio, che tanto mi ricorda il mio Cico, che amo incondizionatamente nonostante sia venuto a mancare da diverso tempo.

JAENADA ha detto...

@faby: Grazie Faby,sei la dolcezza fatta persona. ;)

Baci.

@maria rita: Ma ripetiti pure mia cara,i tuoi commenti sui miei racconti sono musica per le mie orecchie :)
Clio ringrazia per il bacio (credo).Ci uniamo commossi al dolce ricordo del fedele amico Cico.

Un abbraccio.