mercoledì 27 agosto 2008



Il relativismo etico del Tiepolo

Meriterebbe senz’altro di entrare nei libri di storia patria, la vicenda ridicola e goffa del Tiepolo censurato in quel Palazzo Chigi attualmente occupato dal più grande spacciatore di tette del mondo dopo Hugh Hefner. Meriterebbe di entrarci come sunto perfetto di questo nostro scorcio d’epoca, nel quale l’Italia si è italianizzata all’ennesima potenza: moralista e reazionaria in politica, puttaniera e consumista nel privato. L’evo pubblicitario e mediatico è riuscito a conformare il Paese assai meglio, e più in profondità, di quanto aveva provato a fare il fascismo a suon di manganellate e olio di ricino. Il berlusconismo è riuscito a chiudere mirabilmente il cerchio: ecco il Paese cattolico e moralista che non riconosce le convivenze civili e copre i seni "istituzionali", e al tempo stesso mostra il culo in televisione e annaffia di sesso e carnazza (cito un classico, gli Skiantos) ogni spot, ogni fotogramma della sua affannata baldoria. Il Paese in cui anche i bigami si prostrano al Papa, e le favorite dei potenti che la danno per una fiction nelle interviste elogiano la famiglia tradizionale. Non è neanche ipocrisia. È una lampante schizofrenia, un mix senza vergogna tra moralismo e immoralità, ciascuno dei due campi complementare all’altro, il moralismo per occultare le tette di Stato, l’immoralità per trafugare le tette e portarsele a casa per sempre.

3 commenti:

Alfa ha detto...

Complimenti per questa bella analisi, molto lucida - e per questo impietosa - di come si sia ridotta questa nostra Italia.

Maria Rita ha detto...

Rido amaramente dopo la lettura di questo post, impregnato di una spiccata ironia che, ciononostante, lascia un retrogusto particolarmente amaro in bocca. Non si può aggiungere nulla a quanto hai detto. E' la pura verità.

PS: sono contenta che tu sia contento del mio ritorno... :D

Dressel1 ha detto...

chapeau. niente da obiettare o da aggiungere. ah, ora ti linko