giovedì 6 agosto 2009

Tra sesso e castità





L'incartato


Ho strappato lembi di pelle ai miei desideri
e lasciato appiccicate alla mia lingua
parole tramortite da un pudore invalidante.
L’impossibile equilibrio tra istinto e strategia
naufraga dolente in un altalena di schizofrenie.

Intorno a me
ovvietà
sgorgano copiose
come ruscelli di montagna:
ora formano pantani torbidi e melmosi,
ora invece rinfrescano percorsi problematici.
E come un fabbro invasato
cerco di divellere dai cardini
porte spalancate.


(Jaenada)

16 commenti:

desa ha detto...

letto e riletto e poi quando ho finito ricomincio di nuovo perchè per strappare lembi di pelle ai desideri ci vuole molta molta forza,passione desiderio e dolore.

Capita di avere uno sguardo psicotico e nn riuscire a fare quel passo che ci permetta di oltrepassare una porta aperta!

Qlsiasi cosa senti tu,e nn so,è espressa in modo magnifico e tagliente anche nella scelta della canzone.
Qlsiasi cosa senti tu...
So però i rimandi che questo post lascia a me!
Un bacio

Antonia ha detto...

"Ho strappato lembi di pelle ai miei desideri
e lasciato appiccicate alla mia lingua
parole tramortite da un pudore invalidante.
L’impossibile equilibrio tra istinto e strategia
naufraga dolente in un altalena di schizofrenie."

A volte le parole restano lì,ferme,immobili,incastrate.Vorrebbero dire,vorrebbero farsi capire,e noi invece le blocchiamo,soffocandole o,peggio ancora,ignorandole,per paura di quello che potrebbe succedere se raggiungessero la sola persona per cui sono nate.Ma il silenzio ha senso solo dopo aver detto tutto,senza vergogna,aldilà di come andrà a finire.


Un sorriso.Antonia.

JAENADA ha detto...

@desa: A questo serve la poesia,mia adorata felin-consorte.A generare rimandi ;)
Un bacio.

@antonia: Forse hai ragione tu,mia cara,bisognerebbe liberare le parole.Ma come dice Battiato,spesso,"forze oscure si scatenano" (e ci incatenano).

riri ha detto...

Ciao J. dopo questi versi c'è poco da dire, si diventerebbe banali.
Un cordiale saluto.

Laura ha detto...

"e lasciato appiccicate alla mia lingua parole tramortite da un pudore invalidante"... Non sai quanto sento questi versi.

E le ovvietà semplificano la vita, forse rendono addirittura felici...

ps.Jae... Non ho capito perchè non vedo i tuoi aggiornamenti! Ho provato a reinserirti nel blogroll e in bacheca ma nulla :-(

cristina ha detto...

L'equilibrio tra istinto e strategia sembra impossibile, davvero. Potrei fà anni di psicoterapia. Ma è una battaglia persa in partenza, se spero di ottenere questo risulato! Ma allora...se lo so, perchè cazzo insisto??? :D
p.s. OTTIMA scelta musicale!
Ah...dimenticavo! Nemmeno il mio blogroll mi aggiorna più sui tuoi post... :(

giardigno65 ha detto...

dove porteranno ?

Clelia ha detto...

Il sacro monte delle ovvietà che ci condanna e ci salva. Non avevo mai pensato a questo!

la poesia è davvero notevole di attenzione

Clelia

Ross ha detto...

Son due giorni che mi sforzo di trovare un pensiero degno delle tue parole, e ancora non ci riesco.
Però ci tenevo a lasciarti una traccia per dire che mi sono piaciute. Tanto.

Un caro saluto micio. :)

JAENADA ha detto...

@riri: Grazie per il complimento (perchè era un complimento vero?) :)

@Laura e Cristina: Chiaramente è in atto un complotto demo-pluto-giudaico nei miei confronti.Ma io non mollerò.Confido nel vostro aiuto (quindi mi aspetto che controlliate compulsivamente,ogni 5 minuti,se ho postato qualcosa di nuovo) :)

@giardigno: Le ovvietà intendi? Beh,non possono che portare all'ovvio :)

@clelia: Benvenuta Clelia.Grazie per l'apprezzamento.

@ross: Ross senza parole? Ho idea di aver compiuto un vero miracolo :)
Un bacio.

maria rosaria ha detto...

perché una porta aperta può essere di un'ovvietà paurosa. però, che poetico!
mi aggiungo alla lista di chi non riceve aggiornamenti su ciò che scrivi, e sarò disposta a passare ogni due minuti :))
bacio... ma dove sei finito?

JAENADA ha detto...

Dove sono finito? Tu parti con il treno di "Overland" alla scoperta delle terre inesplorate calabro-campane con il rischio di ritrovarti a Frittole nel 1400,quasi 1500 e chiedi a me dove sono finito? Qua stò! :)

Bacio.

Silvia ha detto...

Ma come!? Manco per un pò (per un bel pò) e ti ritrovo così "incartato" ;P

Scherzi a parte, bei versi...

la signora in rosso ha detto...

E come un fabbro invasato
cerco di divellere dai cardini
porte spalancate.

questa è la parte che sento di più, e che mi accomuna...

JAENADA ha detto...

@silvia: Ciao Silvia,come stai?Avevo appena mandato una tua foto a "Chi l'ha visto?" ma dovrò segnalare il tuo ritrovamento :)

Grazie.

@signora in rosso: Non resta che armarci di "piede di porco" allora :)

felin-consorte ha detto...

e le crocchette di salmone? :)