domenica 17 maggio 2009

Crucifixus




Crucifixus

Io ero il cielo, il cielo che scendeva,
io ero la terra, la terra che saliva
io ero il vento, il vento che soffiava,
io ero il mare, il mare che s’agitava.

Io ero le nuvole tristi e meste,
io ero l’aria, l’aria di tempesta,
io ero il sole che si nascondeva,
io ero la montagna che vergogna si metteva.

Io ero la croce, la croce sulle spalle
Io ero una spina, una spina in mezzo alle ciglia,
io ero il chiodo e l’ultima martellata,
io ero la frusta in una mano sempre alzata.

Io ero le botte sopra la carne piena di lividi
Io le bestemmie della gente, io uno sputo,
io ero una lancia ,una lancia nel costato
io ero il sangue, che non si è mai fermato.

Io ero la mamma che piangeva nella polvere,
io dietro agli ulivi tagliavo la roba,
io ero Maddalena che per trovare un Dio perse un uomo,
io fui liberato e mi tolsi di torno.

Io prima che cantasse il gallo mi lamentai tre volte,
io dopo un bacio me lo vendetti per quattro soldi
io improvvisamente resuscitai dalla morte,
io ero sordo ,cieco, muto, io ero zoppo.

Io ero il soldato romano che si giocò la tonaca,
io che non sono degno che tu entri:”Fammi questo miracolo”,
io me ne lavai le mani perché il fatto non mi riguardava
io dentro la sinagoga ero un Messia.

Io con una pelle addosso davo i numeri in mezzo al deserto,
io per farlo decapitare ballai davanti al Re con le coscie aperte,
io davo i soldi con l’interesse, io facevo la levatrice,
io dicevo bugie e rubavo, io facevo la vita nelle lupanare.

Io per divertirli facevo il gladiatore,
io mangiavo i vivi, per mestiere facevo il leone,
io ero l’ago attraverso cui il ricco non passava,
io ero l’acqua su cui lui camminava.

Io “chi non ha peccati scagli la prima pietra”,
io uno come un altro che moriva di sete,
io facevo finta di niente e con la coda dell’occhio guardavo avanti,
io su un’altra croce ero uno di quelli senza speranza.

Io seguivo un regno che non era di questa terra
Io un Sadduceo che masticava sempre,
io ero una faraona dalle piramidi fino alla luna,
io un profeta, conoscevo tutte le scritture.

Io ero un cavaliere della tavola rotonda,
io con gli elefanti arrivai fino a Capodimonte,
io ero barbaro, tanto oro quanto pesavi
io quando sentivo i tamburi (….)

Io ero un cardinale e un tribunale senza cuore,
io ero quella donna legata a un palo sul fuoco,
io ero la rivoluzione con tutte le teste appese,
io la campagna di guerra, morti, sudore e neve.

Io ero quello che ha creato i campi di concentramento,
io volevo il mondo e non volevo sentire ragioni,
io ero una stella sul pigiama e un cranio rasato,
io uno dei sei milioni che non sapevano che sarebbero stati squagliati.

Io trasportavo i neri da una parte all’altra,
io penne e faccia dipinta dentro un recinto parcheggiato,
io lettere anonime e camicia nera,
io mi facevo baciare la mano per rispetto su ai Quartieri.

Io ero l’alleato che portava la pace facendo bordello,
io trafficavo in cannoni, coca cola e bandiere con le stelle,
io mi svegliai una mattina per accendere quella miccia,
io stavo nel paese del Muro e delle spie con le orecchie nei colli di pelliccia.

Io organizzavo la guerriglia contro il regime dei colonnelli,
io carcerato in Africa anni e anni, siamo tutti fratelli,
io con lo sciopero della fame liberai l’India senza un colpo di pistola,
io il pastore che marciava con le pecore di ogni razza e colore.

Io Susan, 16 anni in Uganda prigioniera di guerra,
io il ribelle con il fucile puntato: ”questo è il bastone uccidi quello”,
io piccolo piccolo li facevo lavorare come i somari,
io la Serva dei poveri univo i malati a Calcutta.

Io il Monaco santo, invidia e stimmate tra le mani,
io uccidevo e basta, fratello, sorella, mamma e padre,
io Nanninella a’ funtanera a forza di sofferenze nel lettino,
io dentro una botte con un fagottello sul dito.

Io a nome di Dio ho fatto la guerra santa,
io le armi chimiche,il petrolio e comandavo io il comando,
io minoranza etnica di cui doveva scomparire anche l’ombra,
io un palestinese,ma più che un uomo…ero una bomba.

Io ero non lo so se ne è valsa la pena,
io non lo so chi ero
ma mi chiamavano il Nazzareno.


(Enzo Avitabile)

10 commenti:

Antonia ha detto...

Mamma mia è meravigliosa.Mi ha fatto venire la pelle d'oca.

Lui era.Lui per me è ancora.E sempre.

Un sorriso.Antonia.

maria rosaria rossini ha detto...

ed il mistero permane.
bella, emozionante e graffiantissima.
bacio

Ross ha detto...

"Io ero non lo so se ne è valsa la pena"... da brividi.

gaz ha detto...

Grande emozione!

p.s. Grazie per la traduzione

cristina ha detto...

Non la conoscevo. E ti ringrazio di cuore per aver colmato questa mia lacuna. Non uso aggettivi per definirla. Perchè già li ha scelti bene chi mi ha preceduta. A compensare la mia pecca però, con orgoglio, ti dico che ho ascoltato la canzone senza leggere la traduzione ed ho capito tutto! (tu non lo sai, ma io e il napoletano andiamo d'accordo) ;)

la signora in rosso ha detto...

bella...non ci sono altre parole da aggiungere.

Spippy ha detto...

"io ero il sole che si nascondeva,
io ero la montagna che vergogna si metteva."

Io ero Spippy che si nascondeva poi tornava,

Tu eri Jaenada che sorrideva e... mi ri-abbracciava?

desaparecida ha detto...

io ero prima di voltarmi le spalle...
e poi ri-girarmi di nuovo.

JAENADA ha detto...

@antonia: Sono contento che ti piaccia.Tu,tra l'altro,data la lingua,puoi apprezzarne tutte le sfumature.

Un sorriso.Jaenada.

@maria rosaria: E' vero,oltre che bella,graffiante.

@ross: quella frase ha colpito molto anche me.

@gaz: grazie a te per averla apprezzata

@cristina: poliglotta? :)

@signora in rosso: ok,non aggiungiamo altro ;)

@spippy: si si,toglilo il punto interrogativo :)

@desa: quando ci si gira di 360 gradi,anche se si torna al punto di partenza,non si è girato a vuoto.Spero :)

felin-consorte ha detto...

assolutamente si.
Si è guadagnata una visione d'insieme! ;)