sabato 30 maggio 2009




Nel regno di Papilandia


Dal Corriere della Sera si apprende che la Einaudi rifiuta di pubblicare l'ultimo lavoro del premio nobel portoghese Josè Saramago a causa delle pesanti accuse che rivolge nel suo "Il quaderno" a Silvio Berlusconi, proprietario, tra l'altro, dell'Einaudi stessa. Traggo dall'articolo in questione alcune dichiarazioni di Saramago: "Non pubblico la mia nuova raccolta di saggi con Einaudi perchè in essa critico senza censure nè restrizioni di alcun tipo Berlusconi, il quale è il capo del governo ma anche il propietario della casa editrice, come di tanti altri mezzi di comunicazione in Italia. La verità è che quella che si è creata potrebbe essere defnita una situazione pittoresca se il fatto che un politico accumuli tanto potere non facesse temere per la qualità della democrazia". Il giornalista fa notare la durezza di certi giudizi e Saramago risponde: "Le qualificazioni che ho dato di Berlusconi non nascono dalla mia testa ma si basano su informazioni giornalistiche che ogni giorno appaiono sulla stampa europea. Io semplicemente osservo e concludo. Con dispiacere,naturalmente". Il giornalista: "Ma perchè paragona Berlusconi a un capo mafia?". Saramago: "Davvero le sembra esagerato? E' sicuro? Almeno mi concederà che ha una mentalità mafiosa". E ancora: "L'Italia non è più il Paese che emoziona, ma sorprende non certo per le migliori ragioni. Nè l'Italia nè coloro che amano questo Paese meritano lo spettacolo politico di fascinazione malata per Berlusconi". Il premio Nobel non sa che altre opere di critica a Berlusconi sono state rifiutate da Einaudi, dalle poesie politiche postume di Giovanni Raboni al "Duca di Mantova" di Franco Cordelli, sino al "Corpo del capo" di Marco Belpoliti, però commenta: "Dev'essere duro vivere quando il potere politico e quello imprenditoriale si riuniscono.Non invidio la sorte degli italiani, però infine è nella volontà degli elettori mantenere questo stato di cose o cambiarlo". Auguri!

10 commenti:

cristina ha detto...

...ecco, appunto. è la "sorte" che desiderano e che, evidentemente, SI MERITANO. che fine ingloriosa sta a fà l'italico popolo, una volta detto "di poeti e navigatori". oggi di emeriti coglioni.
scusa, ma stasera sono pessimista ;)

la signora in rosso ha detto...

Cambiare!
Sbaglio ma sento degli scricchiolii....è la sua sedia?no, scusa sono i fischi che si è preso ieri!!!
Proviamo anche con dio, non si sa mai!!!!?

JAENADA ha detto...

Mah,non direi,rispetto a quello che penso io degli italiani mi sembri moderatamente ottimista.... :)

JAENADA ha detto...

@la signora in rosso: ai fischi non ci faccio caso,sono gli applausi che attirano tutta la mia attenzione.E anche quella del mio fegato :)

Lara ha detto...

Anche quella del mio fegato. Orrore degli orrori vedere applaudire un essere simile.
Saramago dovrebbe poter pubblicare in Italia. Pensare che Einaudi era una casa editrice di degno rispetto..-

Antonia ha detto...

L'art.21 della Costituzione italiana recita : "Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero,con la parola,lo scritto e ogni mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

Io lo conosco a memoria.E lui?

Signor Primo Ministro ... si vada a rileggere la Costituzione!!!!!

desaparecida ha detto...

Ecco questo post è quello che io definisco un non -buongiorno!

un bacio

gaz ha detto...

Infatti, sottolineo e concordo in pieno "Non invidio la sorte degli italiani, però infine è nella volontà degli elettori mantenere questo stato di cose o cambiarlo" non c'è altro da dire... :(

Ladoratrice ha detto...

Il libro si chiamerà Il quaderno e sarà edito da Bollati Boringhieri, questo ho letto in giro.

Paul Gatti ha detto...

Posso consigliare di assumere dieci gocce di BERLUSC? E torna l'ottimismo...